IN FONDO AL BOSCO


Regia: Stefano Lodovichi
Interpreti: Filippo Nigro, Camilla Filippi, Teo Achille Caprio, Giovanni Vettorazzo

Trama: il piccolo Tommy sparisce misteriosamente durante l'annuale festa dei Krampus che si tiene a Croce di Fassa. Cinque anni dopo la polizia trova un bambino che, dal l'esame del Dna risulta essere proprio Tommy. Manuel, il padre, vorrebbe soltanto lasciarsi alle spalle tutto e ricominciare a vivere, Linda, la mamma, stenta a riconoscere in quel ragazzino suo figlio....

Ci deve essere una luce in fondo al tunnel, ormai ci credo pure io se per due volte in poco tempo mi trovo a parlare di un film italiano.
Al di là di quelli ormai considerati un fenomeno di costume (vogliamo dire Zalone?diciamo Zalone...fin quando incasserà cifre di quella portata comunque ha ragione lui...) e della solita commedia di terza categoria, nascono felici sorprese come "Perfetti Sconosciuti", ahimè ancora da recuperare da queste parti, e bombe come "lo chiamavano Jeeg Robot".
E poi, ogni tanto sbucano oggetti misteriosi come questo "in fondo al bosco" a cui sono approdata l'altra sera con molta curiosità su Sky.
Diciamolo subito, non siamo certamente di fronte a un capolavoro, nè a qualcosa che possiede la forza dirompente di "Jeeg Robot" ma dobbiamo riconoscerli il  merito di provare ad essere diverso, di tentare di differenziarsi rispetto agli altri.
E, a differenza di altri tentativi , mi viene in mente l'orrido "Evil Things-cose cattive", "in fondo al bosco" per quanto mi riguarda in buona parte ci riesce.
Stefano Lodovichi, alla sua seconda opera, azzecca prima di tutto le atmosfere, inquietanti e a suo modo terrorizzanti di un piccolo paesino di montagna, chiuso e fondamentalmente diffidente verso gli estranei.
Poi quel padre, colpevole perfetto, quel ragazzino su cui in tanti, troppi, hanno dei dubbi e quella madre verso cui dovresti provare pena ed invece, chissà come mai, nutri subito un immediato e strisciante odio.
Fin qui tutto bene, le atmosfere sono quasi da cinema horror,  lo spettatore viene portato verso una strada, ci aspettiamo il colpo di scena spaventoso e terrificante, ma quando esplode scopriamo che emotivamente è molto ma molto peggio.
Se nelle atmosfere e nei personaggi  "in fondo al bosco" fondamentalmente funziona dove pecca maggiormente è forse, proprio nella recitazione.
Filippo Nigro a parte, gli altri sono, a voler essere proprio buoni, leggermente "approssimativi"...
Ad uscirne peggio, ahimè, è proprio quella che aveva il personaggio migliore, quello della madre.
Camilla Filippi, e mi dispiace, non riesce a dare lo spessore necessario ad una donna sicuramente problematica, che dovrebbe appunto suscitare sentimenti discordanti. Il risultato è una povera pazza con gli occhi perennemente sbarrati.
Insomma, sulla carta tutto molto bello, nella realtà qualcosa da sistemare, indubbiamente, c'è.
Però sapete cosa vi dico?Io, come anticipato, di stroncarlo non me la sento.
Perché "in fondo al bosco" comunque mostra una voglia forte di fare un cinema "diverso" dal solito, che merita, nonostante i suoi difetti, sostegno.
Lodovichi, anche sceneggiatore, comunque talento ne  ha e lo aspettiamo presto ad altre prove.








Commenti

  1. Me lo sono procurato. Vedo in questi giorni, e che c'è la luce in fondo al tunnel lo dico da un po'. Andavo, però, leggermente a fiducia. ;)

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  2. Non ho tutta la tua fiducia, ma un tentativo lo farò, se riesco a recuperarlo. :)

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  3. ammetto di non averlo nemmeno preso in considerazione... però ora mi costringerò a dargli una possibilità, pare davvero meritarla

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