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IL SAPORE DEL SUCCESSO



Regia: John Wells
Interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Bruhl, Omar Sy, Riccardo Scamarcio, Emma Thompson, Alicia Vikander.

Trama: Adam Jones è uno chef stellato che ha distrutto la sua carriera per il suo caratteraccio ed una propensione alla dipendenza da qualunque cosa possa dare dipendenza. Dopo aver espiato le sue colpe strofinando un milione di ostriche in Louisiana, bandito da Parigi, va a Londra, deciso ad aprire un nuovo ristorante ed acquisire la terza stella Michelin.


Mi piace cucinare. Vorrei farlo meglio e più costantemente, ma la somma di una serie di quotidiane incombenze assai più noiose porta purtroppo spesso a paste al sugo e noiose bistecche con  insalata.Confesso, ci piace anche mangiare bene. Ogni tanto amiamo uscire a cena, soli o con amici, ed abbiamo abituato i bacarospi fin da piccoli se non a mangiare, quanto meno ad assaggiare tutto. Solita ed inutile divagazione per dire che da queste parti, oltre agli horror scrausi, non sappiamo resistere alle cosiddette "commedie a sfondo culinario".
La bacarospetta, all'età di due anni, guardava a ripetizione il delizioso "Julia e Julie", da lei chiamato "Giuliacialdi" (da "Julia Child") ed ancora adesso, se lo ripeschiamo, una occhiatina la diamo sempre volentieri.  Ma non basta, abbiamo visto "Amore, cucina e curry", "Chef", "la cuoca del presidente", mancava giusto giusto questo "il sapore del successo" uscito poco e male dalle nostre parti ma recuperato con altri mezzi durante le festività natalizie.
Mattatore della pellicola è Bradley Cooper nei panni di Adam Jones, uno chef tanto geniale quanto arrogante sorta di misto tra Gordon Ramsey e Anthony Bourdain. Il bel Bradley "faccia da schiaffi" accentra senza dubbio praticamente l'intero film su di se', ed è pure bravino.
Tutto il resto del prestigioso cast praticamente serve esclusivamente da contorno.
Sono tutti, compreso l'italico Scamarcio, alle prese con personaggi praticamente inconsistenti ed offrono prestazioni proprio al minimo sindacale. Si salva solo Daniel Bruhl, che anche in un contesto così leggerino mostra di possedere la classe già vista in "Rush".
"Il sapore del successo" non è un brutto film. È una commedia piacevole che scorre via lieve lieve, un buon compitino fatto con diligenza...ma...
E qui arriva un ma grosso come una casa. Manca quello che dovrebbe essere uno dei protagonisti principali:il cibo.
Se gli altri film citati erano un trionfo di piatti più o meno elaborati ma comunque belli visivamente talmente invitanti da sentirne quasi il profumo, a cornice perfetta del potere che ha la cucina (ma potremmo estendere il concetto ad ogni attività creativa) di rasserenare mente e anima.
Qui quell'effetto quasi favolistico, il lieto fine grazie a splendidi piatti o invitanti panini, sparisce.
Per carità, noi che abbiamo visto qualche film durante la nostra vita, sappiamo come tutto si risolverà per il meglio. Peccato avvenga in maniera un filino troppo arido, anche per una semplice commedia.
Ecco, dovessi effettuare un paragone calzante, potrei definire "Il sapore del successo" un piatto decisamente insipido.
Per gli amanti della buona "cucina", anche al cinema, nonostante gli occhi azzurri di Bradley, meglio decisamente rivolgersi altrove.





Commenti

  1. A me, invece, è decisamente piaciuto. Mi ha divertito e, con quel cast un po' troppo affollato, ha fatto il meglio che ha potuto. Anche se da Wells mi aspettavo molto, molto, molto di più. Cooper bello, antipatico, ma molto bravo: almeno ai Golden Globes, nella categoria dedicata alle commedie, potevano citarlo. Hanno riesumato cani e porci, nel dubbio. ;)

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    1. si, lui è indubbiamente bravo, ma nel complesso il film
      non mi pare decolli...

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  2. Mi sembra una copia di Amore, cucina e curry, ma in salsa americana...potrebbe però piacermi comunque ;)

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    1. un po' più cattivello forse, si guarda ma a me "Amore cucina e curry" era piaciuto di più....

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  3. Il film è divertente, come hai detto tu però le cose scorrono in maniera fin troppo blanda e scontata. Però il connubio film cucina alla fine risulta sempre vincente.

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    1. connubio sempre vincente si, il mio preferito rimane comunque "Julia e Julie"

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