STILL ALICE


Regia: Richard Glatzer, Wash Westmoreland
Interpreti: Julianne Moore, Kristen Stewart, Alec Baldwin, Kate Bosworth, Hunter Parrish

"Perdo l'orientamento, perdo degli oggetti, perdo il sonno, ma soprattutto: perdo i ricordi. In tutta la mia vita ho accumulato una massa di ricordi che sono diventati in un certo senso i più preziosi di tutti i miei averi: la sera in cui ho conosciuto mio marito, la prima volta in cui ho tenuto tra le mani un libro, la nascita dei miei figli, le amicizie che ho fatto, i viaggi per il mondo... Tutto quello che ho accumulato nella vita, tutto quello per cui ho lavorato con tanto impegno, ora inesorabilmente mi viene strappato via [.....] Sto lottando per restare parte della realtà, per restare in contatto con quella che ero una volta"

Ho preso una piccola pausa nella mia, lentissima, marcia di avvicinamento agli Oscar per recuperare uno dei protagonisti dello scorso anno, "Still Alice", che ha regalato alla mia amata Julianne Moore la sua prima statuetta.
Alice ha tutto, una carriera prestigiosa, un marito innamorato, tre splendidi figli. Durante una conferenza, è linguista all'Universitá, ha un piccolo incidente, non ricorda una parole. Questi "buchi di memoria" si ripetono sempre più frequentemente ed Alice intuisce che qualcosa non va, per questo si rivolge ad uno specialista. La diagnosi è terribile, Alzehimer. Alice comincerà una lotta per conservare ancora per un po' la vita che era riuscita a costruirsi.
Ho sempre dato grande importanza ai ricordi. Oltre le foto, sempre tante a volte troppe, conservo scatole con lavoretti, disegni, persino scarpine, ho quaderni con biglietti di viaggi, spettacoli, ristoranti dove abbiamo mangiato. Credo che una delle maggiori disgrazie possibili sia quella di perdere la memoria di una vita, non ricordarsi più di quello che si è e si è stati. Per questo avevo grande timore di "Still Alice".
Quando la malattia irrompe nella vita, te la cambia per sempre.

E di questo parla sostanzialmente "Still Alice", dello stravolgimento inesorabile di 5 vite. Cambia ovviamente Alice, che perde completamente la sua autonomia, il suo essere donna forte, il perno della famiglia. Cambia il marito, a volte sembra non sapere davvero quale sia la strada giusta da intraprendere. E poi c'è un figlio lasciato in disparte, una figlia egoista, lei vuole tutto e subito, così forse incredibilmente simile alla madre. L'unica a trovare probabilmente un posto è la figlia più piccola, quella un po' ribelle, lontana dalla famiglia che per la prima volta si riavvicinerà davvero alla madre.  "Still Alice", potrebbe sembrare un film freddo, invece si tratta semplicemente di un film trattenuto, nel senso migliore del termine. Non indugia nella lacrima facile, non cade mai nel patetico, racconta e basta; bello anche il finale, con pudore ci si ferma prima della fine, quasi a non voler "disturbare" troppo, e lasciare Alice e la figlia.
Julianne Moore è brava bravissima, a tratti straziante, sfido chiunque a non provare una pena immensa per Alice; a tenerle il passo è un a brava (si, avete letto bene, non sono impazzita) Kristen Stewart, che qui di si dimostra sorprendentemente sensibile.
Film difficile, perché fa i conti con le nostre paure più profonde, Alice siamo tutti noi, eppure da vedere.

Commenti

  1. Che angoscia. Tuttavia non mi aveva convinta quanto avrei sperato...

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  2. Un bel film, raccontato bene che non cade, come hai fatto notare, nel patetico. Julianne Moore è sempicemente fantastica e riesce a trasmettere il senso di inquetudine e smarrimento della malattia.

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  3. me lo sono fissata sul mysky, penso che me lo guarderò a brevissimo, anche se ammetto che, come hai chiuso tu, giustamente, mi fa un po' paura... Alice mi sento anche io... in tutti i sensi!

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