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JURASSIC WORLD




Regia: Colin Trevorrow
Interpreti: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Ty Simpkins, Nic Robinson, Vincent D'Onofrio

Trama: vent'anni dopo gli avvenimenti accaduti a "Jurassic Park"  su Isla Nublar hanno costruito un nuovo parco, grande, tecnologicizzato e di grandissimo successo. Le attrazioni sorprendenti sono tante, ma non bastano mai. Il pubblico vuole sempre di più e la direzione decide la creazione di un nuovo dinosauro geneticamente modificato, l'Indominius Rex. Peccato che la nuova , terribile creatura riesca a fuggire dal suo recinto complicando parecchio la idilliaca vita del parco.

Sono dinosauri..sono già wow


Signore e signori, il parco è aperto!
Lo ammetto, non sono mai stata una grande estimatrice del primo "Jurassic Park", i lucertoloni non son proprio il mio genere, e quando il bacarosp ha manifestato il desiderio di vedere "Jurassic World" all'inizio ho storto un pochino il naso. 
Ma ormai lo sapete, quando si tratta di cinema alla fine la curiosità vince sempre. E poi ammetto, volevo proprio vedere se il caro zio Spilby che come produttore mi ha dato cocenti delusioni, non gli perdonerò mai l'appoggio entusiasta a quel buffone di Peli ed a quella baggianata di "Paranormal Activity", questa volta, invece, avesse centrato il bersaglio.
Diciamolo subito, il caro Spilby non sarà in cabina di regia, li si siede l'anonimo Trevorrow, ma la sua mano si sente, eccome.
 "Jurassic World" fin da subito non si vuole porre come remake del suo augusto predecessore, semplicemente lo omaggia ogni quarto d'ora circa, finendo con l'avere una piacevolissima patina rattvintage che, lo ammetto, mi ha lasciata piuttosto sorpresa. 
Da buon blockbusterone estivo poi, non si preoccupa certamente troppo della storia, esilina esilina.
Ma che ci frega a noi di due ragazzini insopportabili con i genitori sull'orlo del divorzio? Fondamentalmente ci importa pure poco che il personaggio di Bryce Dallas Howard abbia la profondità intellettuale di Barbie veterinaria, che trascorre tutto il tempo dicendo fesserie e calzando ridicole scarpe con il tacco,  ma in una botta di verosimiglianza ammettiamo un grosso colpo di genio degli sceneggiatori visto che in tutto quel casino la signora si spettina pure. Stiamo parlando di "Jurassic World"....il pubblico vuole i dinosauri (questo probabilmente rientra nelle indicazioni fornite da Spielberg agli sceneggiatori del film).
Amenità a parte, bisogna ammettere che il fattore umano è salvato da Chris Pratt. Ho mancato clamorosamente "I guardiani della Galassia" e non lo conoscevo, quindi per me è stata una vera sorpresa.
Qui gigioneggia alla grandissima nel ruolo di duro e puro esibendosi persino in un paio di siparietti degni della miglior commedia romantica anni '80 con Bryce Dallas Howard. A tratti mi ha ricordato l'Harrison Ford de "i predatori dell'arca perduta", ed infatti pare sia il principale candidato al ruolo di nuovo Indiana Jones...perché ovviamente non potevano esentarci da un reboot della saga di Indy...certo che no....
Ma stiamo divagando. Oltre Pratt dicevamo, il fattore umano è nullo, ma ci sono i dinosauri. 
Tanti, tantissimi dinosauri. Abbiamo velociraptor addomesticati, verso cui molti hanno storto il naso a causa della poca verosimiglianza della cosa senza pensare che stavano parlando di un giocattolone cinematografico e non di una ricerca scientifica; abbiamo il Mosasauro pronto a sgranocchiarsi uno squalo ad omaggio dell'augusto produttore esecutivo ed infine abbiamo l'indiscussa star del parco, l'Indominius Rex. Intelligente, mostro, anzi mostra (pare sia una femmina) crudele che uccide per il semplice piacere di farlo, prodotto da laboratorio sfuggito di mano al creatore come nella migliore tradizione cinematografica. 
Al di là del vuoto pneumatico apparentemente nascosto dietro al giocattolone debbo ammettere che il baraccone funziona.
Sarà l'esserci andata con il bacarosp e l'esser tornata di conseguenza un po' bimbetta pure io ma a me sto gran casino ha divertito parecchio. Abbiamo preso i pop corn e la coca cola di ordinanza e ci siamo davvero goduti il maestoso, seppure un pochino vintage, spettacolone.
Perchè vanno bene i film impegnati e che fanno riflettere, ci mancherebbe altro, ma il cinema e' soprattutto una grande macchina di intrattenimento, un luna park dell'immaginazione pronto a stupirci ad ogni fotogramma e lo zio Spilby lo sa bene, anche quando non si mette lui dietro la macchina da presa.
Quindi dopo un iniziale sbigottimento e nonostante la speranza di vedere i due insopportabili ragazzini sbranati dall'Indominius Rex mi sento di dire che "Jurassic World" è grande, grosso e rumoroso quindi si guadagna senza dubbio il premio di blockbusterone di questa estate 2015.




 
 

Commenti

  1. Mah... pur riconoscendone i meriti (spettacolare, accurato, divertente, ecc.) l'ho trovato prevedibilissimo e banale. Eppure alla gente è piaciuto: sarò forse io che sto invecchiando? Ne parlerò presto.

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    1. si, é banalotto ma sarà che mi son lasciata andare io mi son divertita assai...ogni tanto film cosí mi ci vogliono proprio

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  2. Ti conto tra gli entusiasti, niente, io con questo film proprio non ho feeling, non so, magari un giorno lo apprezzerò ho forse, il mondo si stuferà visto che Chris Pratt ha detto che ha firmato per 38 sequel ;-) Cheers!

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    1. Ommamma...Pratt è adorabile ma 38 sequel son troppi!!!:-)

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  3. Nella sua tamarraggine e prevedibiltà mi è piaciuto molto! Non avevo altissime aspettative pur amando i precedenti film.. Sì, in conclusione più che soddisfatta!

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  4. Concordo in pieno.
    Nel suo genere - quello del giocattolone - è una vera chicca.

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    1. un perfetto giocattolone estivo direi!

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  5. Sono contenta che ti sia piaciuto. Sì, la trama è praticamente assente, ma durante la visione mi sono divertita come un "bacarosp" e (in questo caso) tanto mi basta.

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  6. Concordo, non vuole essere un film dello stesso genere di jurassic park, accettata la cosa ci si diverte molto :)

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  7. Bigger, louder, more teeth!!! What else?

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  8. Ancora non ho avuto modo di vederlo, ma spero di poterlo fare a breve. :)

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  9. Alla fine piaciuto, forse perché le aspettative erano nulle.

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