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THE GUEST




Regia: Adam Wingard
Interpreti: Dan Stevens, Maika Monroe, Joel David


Trama: Un uomo si presenta alla porta della famiglia Peterson il cui figlio, Caleb, è morto nella guerra in Afghanistan. Si chiama David, dice di essere un commilitone di Caleb . Il ragazzo è accolto con benevolenza dai genitori. I figli Anna e Luke sono invece più riluttanti ad accettare il ragazzo, ma ben presto notano che grazie alla sua presenza. David aiuta un pò tutti,  la loro vita migliora. Un evento però provoca dei dubbi in Anna. Chi è davvero David?

I'm a soldier, man. I like guns.


Tra i tanti, troppi recuperi dell'anno appena trascorso c'era questo "The Guest" diretto da Adam Wingard, autore di quella cosetta divertentissima di "You're next". Molti blogger lo hanno recensito in modo più che lusinghiero, alcuni inserendolo persino tra i migliori film dello scorso anno..potevo lasciarmelo sfuggire??Ovviamente no. Quindi piccola pausa nella mia "Road to Oscar" per dirvi due parole su quello che ormai è già cult.
"The guest" e' un film molto figo.
Fermi. Prima di invocare a gran voce un TSO per uso improprio di termine giovanilistico vi spiego perchè ho definito figo "The guest".
Stiamo parlando di un film dal soggetto non particolarmente originale, lo sconosciuto si rivela non propriamente quello che sembra all'inizio. Espediente usato già in una marea di pellicole.
Wingard acchiappa un protagonista arrivato da "Downton Abbey", che non ho mai visto, assai carismatico (nonchè piuttosto piacevole da vedere) e lo butta dentro ad una provincia americana dai colori pastello pronto a fare danni.
"The guest" è un film uscito diritto dagli anni '80, nel senso migliore del termine. 
Wingard frulla insieme commedia con connotazioni horror, film adolescenziale e slasher, condisce il tutto con una colonna sonora da urlo ed alla fine sputa fuori una film cazzaro inside ed ouside.
Una sottospecie di versione iperadreanalinica, nonchè sotto acido di "Drive", Dan Stevens pare una versione meno seriosa del personaggio di Gosling che mai, nemmeno per un secondo, si prende sul serio e per questo  merita un applauso.
Wingard dirige con un ritmo strepitoso un film veloce come una pallottola che, per la sua scarsa durata, fila via come un razzo.
Ovviamente, al momento, non è prevista alcuna distribuzione italiana.













Commenti

  1. Molto figo.
    Hai già detto tutto.
    :)

    RispondiElimina
  2. L'abbiamo definito tutti allo stesso modo perché è quello che è, sul serio non trovavo altro aggettivo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comincio a credere anche io sia difficile definirlo in altro modo...

      Elimina
  3. non c'è altro modo di definirlo: molto figo o figata o figatonza :)

    RispondiElimina
  4. Divertimento puro, davvero bello. :)

    RispondiElimina
  5. Grande, grande figata.
    Bersaglio centratissimo.

    RispondiElimina
  6. Tutti a parlare così bene di questo film, mi sa che prossimamente me lo pappo.

    RispondiElimina

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Dite pure quello che vi pare..ma con educazione eh??

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