Passa ai contenuti principali

LUCY



Regia: Luc Besson
Interpreti: Scarlett Johansson, Morgan Freeman


"Al 26 per cento riesce a controllare le sue cellule

Al 50% gli oggetti,
Al 70% le persone"
"E cosa succede al 100%?"
"non ne ho la minima idea.."

Avrei dovuto fidarmi di chi lo aveva giá visto e, spesso e volentieri, massacrato con metodo.
Peró, siccome ho letto pure qualche parere positivo ho voluto vederlo per capire chi avesse ragione.
Luc Besson parte dalla teoria, bufala, secondo cui noi usiamo soltanto il 10% delle nostre capacità cerebrali (parecchi anche meno...) per raccontare la vicenda di Lucy, costretta a trasformarsi in corriere per una potentissima droga. Un increscioso incidente (cfr.la corcano di mazzate) provoca la rottura del sacchetto impiantatole nello stomaco e la conseguente fuoriuscita della suddetta droga che ha il potere di potenziare al massimo le capacità cerebrali. Così Lucy diventerà una letale macchina da guerra..più o meno...
Orbene. Non ho nulla contro le tamarrate, ormai lo sapete. Anzi, se realizzate come si deve le tamarrate sono una benedizione. Un attimo di pausa rilassante per azzerare neuroni decisamente affaticati. Solide e fiere stupidaggini perfettamente consapevoli di esserlo.
Perché se in quello che dovrebbe essere un divertente giocattolone ci butti dentro squarci pseudo autoriali che oscillano tra il National Geographic e "Cosmos - Odissea nello spazio" io un pochettino mi scoccio.
A me Besson piaceva assai, "Nikita" e "Leon" sono tanta roba non dimentichiamolo mai.
Poi, come è accaduto ad un sacco di registi, l'ho perso un po' per strada a favore di Pixar e soci. 
Ora lo ritrovo dietro la macchina da presa a dirigere quello che, sulla carta, sembrava un film assai intrigante. Ed infatti "Lucy" parte benino, ed almeno fino a quando Lucy arriva all'ospedale e si fa togliere il sacchetto di droga è anche piacevole. Poi però, più la nostra bionda eroina aumentava la capacità di sfruttamento delle sue cellule cerebrali, più Besson perdeva la brocca.
Lo ammetto, se fosse rimasto nel campo del puro intrattenimento ci saremmo trovati di fronte ad una figlioccia di "Nikita" ma quanto meno ci saremmo divertiti a vedere Scarlet che sforacchiava i cattivi a destra e manca. Invece a Besson pare gli sia venuta, ad un certo punto, la fregola e si sia voluto trasformare nel Malick europeo; e se già mal sopporto l'originale, "To the wonder" ricordo che non l'ho nemmeno finito, figuriamoci la sua versione burina.
Per fortuna lo strazio è breve.
Mentre Scarlet, che a me pure piace parecchio, si aggira con l'espressione tra lo sbalordito e lo strafatto (pare chiedersi anche lei come sia finita in una boiata di tale portata) e Morgan Freeman si diletta nell'ennesima rappresentazione del saggio di turno, in questo caso professore neuro ricercatore, sono passata attonita dalla noia al fastidio più totale, per concludere con una sana e grassa risata nel finale, quando mi son definitivamente convinta che anche Besson lo abbiamo definitivamente perduto.








Commenti

  1. Una vera schifezza, tra i film più brutti visti negli ultimi mesi.

    RispondiElimina
  2. La voglia di spoilerare è grandissima... ^_^ FINALE TRAGICOMICO, non credevo ai miei occhi...

    RispondiElimina
  3. Assolutamente non un capolavoro e sicuramente zeppo di difetti ma io mi sono divertita :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ecco..il problema é che io invece mi son pure annoiata...:-(

      Elimina
  4. Io pure mi sono annoiato, e l'ho trovato atroce.
    Felice di aver trovato una compagnia di odio verso Lucy. :D

    RispondiElimina

Posta un commento

Dite pure quello che vi pare..ma con educazione eh??

Post popolari in questo blog

RING 3


 Regia: F.Javier Gutierrez
Mai stata una grande fan di Samara Morgan lo confesso. Sarà che ho visto soltanto i remake americani ma nell'orrenda bambina dai capelli spettinati ci ho sempre trovato ben poco di spaventoso. Durante il primo film, visto al cinema incinta di qualche mese ho dormito una buona mezz'ora, il secondo so di averlo visto ma l'ho praticamente rimosso. E allora perché questo terzo capitolo è finito tra le scarse visioni dell'anno?Diciamo che rientra nella pedagogica ricerca di "film non troppo impegnati"; il momento non è certo da visioni troppo complesse e un bell'horror ci sta sempre bene. Un horror che, possibilmente, spaventi pure. Ma cerchiamo, per quanto possibile, di andare con ordine. Lo ammetto, la prima sequenza mi aveva fatto ben sperare. Oddio, nulla di clamoroso certo, pareva di stare in un episodio di "Final Destination" ma si sa, i casini su gli aerei da queste parti piacciono sempre, quindi pensavo mi sarei…

SANTA CLARITA DIET

Interrompo la più moscia marcia di avvicinamento agli Oscar che blogger cinefilo ricordi per parlarvi di una splendida sorpresa televisiva che arriva, guarda un pò, da Netflix.

Sheila e Joel Hammond sono due agenti immobiliari. Insieme dai tempi del liceo hanno una figlia adolescente, Abby.Un giorno, mentre stanno mostrando una casa a dei clienti Sheila, a volere usare un eufemismo, vomita  un'enorme quantità di roba verdastra nonché una palla rossa, e poi collassa a terra. Quando si risveglia è molto più sicura di sè, forte e dotata di grande energia (in ogni campo...).Peccato per gli effetti collaterali: non le batte il cuore, non sente dolore, se si ferisce al posto del sangue esce una specie di catrame verdastro e, soprattutto, si nutre esclusivamente di carne cruda: pollo, tacchino, manzo....almeno fino a quando non assaggia la carne umana..

Diciamo la verità, la vita a due più passa il tempo più è complicata: il lavoro, il mutuo sulla casa (i vicini impiccioni), una figlia a…

ROAD TO OSCARS - ANIMALI NOTTURNI/ARRIVAL

"Animali notturni" è, forse, insieme a Scorsese, il grande escluso di questi Oscar 2017. Lo ammetto, mi aspettavo se non una candidatura per il miglior film almeno la nominations a Ford e alla Adams; invece a correre per la statuetta come miglior attore non protagonista sarà soltanto il bravissimo Michael Shannon. Dovete sapere che ho un debole per Tom Ford. Non posso certo permettermi le sue creazioni, un miliardo di anni fa osai l'acquisto di un suo profumo che mi costò quasi la metà di uno dei miei primi, sudatissimi stipendi di neofita al mondo del lavoro; ma mi piace un sacco quello che fa. C'é eleganza nel suo lavoro, sia nella moda sia nel cinema. C'era nel suo sorprendente debutto, "A single man", dove raccontava il dolore impossibile da superare di uno struggente e bravissimo Colin Firth. Abbiamo aspettato quasi 10 anni per la sua seconda opera.E ne è valsa la pena.
Cosa succede quando spezziamo il cuore a qualcuno? Cosa succede quando chi amia…