THE ARMSTRONG LIE




Regia: Alex Gibney

Premessa: i documentari non mi hanno mai entusiasmata troppo. Mi vergogno ma debbo ammetterlo, ogni volta che ne guardavo uno dopo poco la mia attenzione calava clamorosamente. Almeno fino a quando mi sono imbattuta in quel capolavoro di "Searching for Sugar Man"e da lì, complice anche una trasferta al "Biografilmfestival" ho scoperto la potenza di un genere che riesce a sfornare prodotti davvero interessanti. Fine della premessa.

Non sono mai stata una appassionata di ciclismo.
E' uno sport che non ha mai suscitato in me alcun tipo di fascino.
Però la storia di Armstrong era di quelle epiche, bisogna ammetterlo.
Sconfigge il cancro, torna a correre, vince 7 volte il tour de France.
Il simbolo più forte di dove può arrivare il fisico umano
Ed uno dei più grandi bugiardi della storia.
Beata ingenuità, ho sempre pensato fosse pulito. Chi aveva avuto la fortuna di riuscire a sconfiggere una forma così aggressiva di cancro non poteva essere così stupido da rischiare di nuovo la salute no?No...come ho detto, a volte sono proprio una gran credulona.
Armstrong su cui gravavano tanti sospetti si è sempre professato paladino dello sport pulito, lamentandosi degli innumerevoli controlli antidoping a cui viene sottoposto, secondo lui vera e propria persecuzione. Armstrong che riesce sempre a farla franca. Si ritira nel 2005, torna a correre nel Tour de France 2009 per dimostrare a tutti di riuscire a vincere in maniera pulita. Ma senza doping la sua stella non brilla più.
Gibney, autore del documentario, aveva un'altra idea. Doveva essere il racconto del ritorno in pista di Armstrong e del tentativo di vincere il Tour, ma una volta scoppiato il caso riprende in mano la macchina da presa per accantonare la favola del campione ritrovato e raccontare quella del grande bugiardo.
Il documentario è bellissimo, tecnicamente ottimo ed emotivamente partecipato. La delusione di Gibney, ammette fin da subito le sue simpatie per Armstrong ed in fondo è stato "derubato" da Armstrong stesso dell'idea originale del suo film, è la delusione di tutti.
Sorprende la faccia tosta di quest'uomo, basta guardare la scena in cui visita gli ammalati di cancro in ospedale per incavolarsi tantissimo.
Un uomo che pur di vincere, era disposto ad andare contro ogni regola.  Un  arrogante e potente, chi si  è messo contro di lui l'ha pagata cara, al centro di una vera e propria combriccola mafiosa il cui imperativo categorico era quello, per l'appunto di vincere a discapito di tutto e di tutti.
Uno che non ha mai dimostrato accenni di pentimento o di vergogna per quello che ha fatto.
Più che un esempio un insulto per i valori che lo sport dovrebbe rappresentare.










Commenti

  1. Me lo segno volentieri, mio padre è un ciclista appassionato e ho sempre seguito questo sport: poi, la demonizzazione di Armstrong secondo me resta un pò esagerata.
    Purtroppo nel mondo della bicicletta il doping esiste eccome, e non c'è praticamente nessun grande campione che, a mio parere, sia stato completamente "pulito".

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  2. A me non ha mai ispirato molta simpatia...

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Dite pure quello che vi pare..ma con educazione eh??

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