THAT'S 70 - AMERICAN HUSTLE


Arieccoci qua, la consueta congrega dei blogger cinefili, come tutti i mesi  è pronta ad allietare questa domenica elettorale con una delle sue consuete, e strabilianti, iniziative. Nessun compleanno per il mese di maggio, ma su iniziativa della simpaticissima Alessandra del blog Director's cult una carrellata attraverso un'epoca, spesso, magnificamente rappresentata al cinema, gli anni 70. Nonostante l'immane caos di questi ultimi giorni dalle mie parti, sono incredibilmente riuscita ad essere della partita, con uno dei film più celebrati dello scorso anno che io, ovviamente, al cinema avevo clamorosamente cannato, "American Hustle" di David O.Russell. E preparatevi, perchè quello che vi apprestate a  leggere non vi piacerà per nulla...


Irving Rosenfeld è  un truffatore. Insieme alla sua complice Sydney Prosser viene obbligato a lavorare per Richie DiMaso, agente FBI fuori controllo che vuole incastrare corrotti politici locali. Primo obiettivo Carmine Polito, volubile ed influenzabile politico del New Jersey, stretto tra la morsa dei truffatori e dei federali. Rosalyn è invece l'imprevedibile moglie di Irving, nonchè colei che potrebbe far crollare definitivamente il castello di finzioni...

"non sei niente per me, se non puoi essere tutto"

7 candidature ai Golden Globe, 7 ai Bafta, 10 (!!!) agli ultimi Oscar. Numeri impressionanti per l'ultima opera di David O.Russell regista  dell'adorabile, si sono tra quelli che lo hanno trovato adorabile, "Il lato positivo". Tutto questo popò di roba più critiche entusiaste lette in giro..ed una sola domanda: "Perchè??". Dal punto di vista "tecnico" nulla da dire. La ricostruzione del periodo è praticamente perfetta. O.Russell non sbaglia un colpo, scenografie, costumi, abiti, colonna sonora, tutto a dir poco impeccabile.
E' il resto, francamente, a lasciarmi più che perplessa, perchè, sgomberiamo subito gli equivoci, a me "American Hustle"non ha convinto proprio per niente.
Non vi ho trovato assolutamente nulla che lo rendesse speciale rispetto alla valanga di commedie americane che invadono le sale.
"America Hustle" è  lungo, troppo lungo, così lungo che a tratti si sfilaccia e non si capisce bene dove voglia andare a parare.  O meglio, vorrebbe essere tante cose ma alla fine somiglia a quelle persone che sanno fare un pò di tutto ma nulla davvero bene.
Una miscellanea di generi, commedia, una spruzzatina di dramma, farsa, che a me, ma debbo essere una mosca bianca visto l'entusiasmo generale, non ha per nulla divertito. Anzi,  nella noia generale il tutto mi è parso permeato di un'aura di fighettaggine che alla fine mi ha pure un pò scocciato, ed il tanto strombazzato colpo di scena finale, ma la tematica della truffa è stata trattata molto meglio in tante altre pellicole, ha la forza dirompente di un mortaretto.
E veniamo al supercast. Un gruppo di attori che la maggior parte di registi si sogna...conciati come nel peggiore degli incubi. Amenità a parte, effettivamente il gruppo di "American Hustle" è composto da parecchi pezzi da 90. Cominciamo da un Bale dotato di panza e riporto bravo si, ma ho apprezzato di più l'attore in altri ruoli, qui mi pare gigioneggi un pò troppo.Proseguiamo con il (bel??) Cooper, qui ricciuto assai, per cui "Il lato positivo" deve essere stato un felice e fortunato incidente di percorso visto il guaio che combina da queste parti, ma probabilmente la colpa non è tutta sua, il personaggi di Di Maso non l'ha scritto lui. Se salvo unicamente una Amy Adams sempre più bella e brava, tracolla spaventosamente un Jeremy Renner, da queste parti solitamente assai apprezzato. Il suo Carmine (...) Polito, con quel cavolo di ciuffo posticcio, è il trionfo vivente dello stereotipo italoamericano, gli mancano solo la pizza, o gli spaghetti fate voi, e il mandolino poi abbiamo completato il quadretto. E no, non mi ha convinto nemmeno lei, sua maestà Jennifer Lawrence, i panni della pazza isterica proprio non le stanno bene.Anzi, sarebbe quasi venuto il momento che la ragazza cominciasse a scegliere un pò meglio i ruoli perché di talento ne ha a valanga ma se non la smette con filmetti di poco spessore, e tra questi rientrano pure i vari "Hunger Games" rischiamo di perdercela per strada.
Insomma, per quanto mi riguarda, il classico "diludendo" di portata colossale.Pazienza sono comunque, come al solito, contenta di aver partecipato...celebrano con me gli anni 70:

Il Bollalmanacco
Montecristo
Scrivenny 2.0
Viaggiando meno
Pensieri cannibali
Recensioni ribelli
Non c'è paragone
Solaris
In Central Perk
Director's Cult
White Russian
Cooking Movies
Obsidian Mirror

Commenti

  1. a me complessivamente è piaciuto anche se meno rispetto al film precedente...è come sottolinei anche tu un film di sola facciata , molta forma e poca sostanza...ma io mi lascio abbindolare facilmente da musiche costumi e scenografie....

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    1. @Bradipo ma si, leccatissimo, curatissimo poi...dietro il nulla..

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  2. A me è piaciuto, ma ammetto che è stato preso troppo sul serio. Bel film, ma stop. Basta, Si ferma lì. Ottima confezione ma il contenuto non è dei più memorabili.

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    1. @Jean eh, appunto, non ho capito tutto questo entusiasmo, pareva il film dell'anno, e' una commediuzza neanche delle migliori..

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  3. A me non è piaciuto. Come dici te va bene la scenografia, i costumi, anche la colonna sonora (bello il momento in cui c'è "Goodbye Yellow Brick Road" di Elton John), belle le scollature profonde di una Amy Adams particolarmente gnocca, ma è un film che ti dimentichi dopo due minuti.

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  4. A me non era dispiaciuto. E la Adams si mangia il cast, compreso il riporto di Bale che, comunque ha meritato la nomination agli Oscar! Grazie per aver apprezzato la mia iniziativa! ;-)

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    1. @Alessandra la Adams ultimamente di cast se ne mangia parecchi, e' adorabile. Iniziativa assai simpatica!

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  5. Concordo. Anche per me delusione abbastanza netta.
    Ma la Lawrence è sempre un gran bel vedere.

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    1. @Ford qui ho preferito la Adams, anche come bellezza (ma capisco che la Lawrence e' notevole..)

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  6. A me non era dispiaciuto, anche se mi ha dato per tutta la sua durata, un senso di artificioso e costruito... e Adams e Lawrence mi hanno convinto più di tutti gli altri!

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    1. @Strawberry sono belle e brave..e' proprio il film a non valere nulla a mio parere!

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  7. Concordo in pieno. Il cinema non ha davvero bisogno di questa roba.

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    1. @Obsidian effettivamente, se ne poteva fare a meno...

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  8. In buona parte concordo con te, a me il film era sembrato tecnicamente perfetto, ma senza anima, se capisci cosa intendo (che è quello, se mi permetti di interpretare, che hai scritto tu).

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    1. @Alligatore e' esattamente quello che volevo dire...

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  9. sul film siamo d'accordo, parecchio diludente.
    su jennifer lawrence invece no, pure qui è strepitosa!

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    1. @Marco ma tu quando si parla della Lawrence non sei mica tanto obiettivo eh?

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  10. A me non era affatto dispiaciuto, ed Amy Adams qua è davvero bravissima!

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  11. Questo film è La Grande Bellezza versione USA. Una gara fra attori famosi fine a sè stessa.

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    1. @Faina molto fine a se' stessa in questo caso temo..

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  12. A me non era per niente dispiaciuto, lo vidi ai tempi in cui uscì.

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    1. @Alfonso e' che al di la' della confezione proprio ho visto il nulla..

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  13. Mi trovi d'accordissimo con le tue parole: noia, lunghezza e una gara tra attori che sembrano fin troppo sopra le righe nei loro ruoli!
    Un secco no e un gran diludendo, insomma, vorrei tanto capire l'entusiasmo dell'Academy e del pubblico...

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    1. @Lisa. Esatto, anche io..10 candidature agli Oscar mi paiono francamente una esagerazione.

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  14. @Poison..mi sa che questa volta stranamente dissentiamo...

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  15. L'ho detto è lo ripeto: forse è un film di poca sostanza ma di molta, moltissima forma. E' costruito in modo impeccabile e sì, davvero, contribuisce a farci tornare a un un mondo e un'epoca per certi versi irripetibili. Io mi sono divertito da matti, e non possiamo non sottolineare le strepitose prove di tutti gli attori.

























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  16. @Kelvin niente da dire sulla forma, a tratti e' persino un po' troppo "laccato" (perdonami il brutto aggettivo) ma io no, proprio non son riuscita a divertirmi..

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