COSMOPOLIS






Regia: David Cronenberg
Interpreti: Robert Pattinson, Paul Giamatti, Juliette Binoche.

Trama: Erick Packer ha 28 anni ed è multimilionario.Dentro una super accessoriata limousine si sta recando dal suo parrucchiere di fiducia, dall'altra parte della città, per farsi aggiustare il taglio.  Dentro al tecnologico bunker su 4 ruote farà strani incontri,  affronterà le sommosse contro la situazione economica che stanno mettendo a ferro e fuoco New York. E, alla fine del suo viaggio, si troverà di fronte al suo killer.

C'era una volta un regista.
I suoi film parlavano di corpi e menti distorte, di orrori reali e non.
Un regista  che ci ha dato tanti capolavori come  "La mosca " oppure  lo splendido  "Inseparabili" con un gigantesco Jeremy Irons.
Cineasta disturbante ed inquietante, eppure amatissimo anche nelle sue manifestazioni più estreme, ricordo bene che l' amica con cui andai a vedere "Crash", non conosceva Cronenberg, mi accompagnò sulla fiducia ed all'uscita del cinema aveva una faccia un pò strana.. Poi, per quelle che sono le vicende della vita, Cronenberg per un pò è stato sostituito da Disney-Pixar ed affini, così l'ho perso di vista.
L'ho ritrovato l'altra sera, quando finalmente sono riuscita, notevolmente incuriosita, a vedere "Cosmopolis".
O almeno...speravo di averlo ritrovato ma qualcosa mi deve essere sfuggito.
Sarà che la maturità mi rende di gusti cinematograficamente molto più difficili, ma questo "Cosmopolis" mi ha lasciata a dir poco attonita.
L'analisi spietata di una giornata di un uomo senza alcuna emozione, rinchiuso in una impenetrabile limousine forse metafora della impenetrabilità stessa del mondo di cui fa parte, che mentre fuori tutto va a rotoli fa una serie di incontri di ogni tipo, moglie, amante, il suo medico che lo visita ogni giorno alla fine risulta essere soltanto un polpettone iperlogorroico che nulla ha a che fare con  i precedenti capolavori del regista.
Due ore di inesorabili e martellanti chiacchere. 
Un tronfio esercizio di stile pseudo intellettuale nonche' fastidiosamente radical chic che costringe il povero spettatore ad una furente battaglia per non cadere addormentato.
Adattando, a quanto pare anche piuttosto fedelmente, un libro complesso come quello di De Lillo ,che se prima mi incuriosiva ora eviterò accuratamente, affonda insieme al suo cast in un delirio logorante sul potere del denaro e sulla deriva della società moderna che nemmeno Paul Giamatti, in una mezz'ora che metterebbe a dura prova la pazienza di chiunque, riesce a salvare.
Quello ad uscirne, sorprendentemente, meno peggio, e non ho detto "bene", è il tanto vituperato, dalla sottoscritta, Robert Pattinson. Almeno al ragazzo diamo l'onore delle armi, sceglie di scrollarsi di dosso la sua immagine di "idolo di plastica" attraverso un film difficile, in cui è ininterrottamente in scenda dall'inizio alla fine. E risulta, nella sua inespressività, essere sorprendentemente funzionale alla pellicola.
Smettendola di giocare ai critici cinematografici, al di là di qualunque fossero le intenzioni del regista, "Cosmopolis" entra di diritto nella classifica personale dei peggiori film di sempre.
Ma spero si tratti di un semplice passo falso e di non essermi giocata anche Cronenberg, sarebbe davvero un peccato.

Commenti

  1. Mi vergogno a dirlo ma non l'ho ancora visto questo film. Per un fan di Cronenberg è inaudito. Tu lo distruggi e questo mi incuriosisce ancora di più.

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    1. Lascia perdere. E te lo dico da fan di Cronenberg!

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  2. Appena leggo "cosmopolis" mi illumino di noia. Non mi ci far pensare.

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  3. Senza dubbio uno dei film più brutti degli ultimi anni. Ho paura si sia perso anche Cronenberg.

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    1. Mi auguro di no.spero si tratti di un semplice passo falso...

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  4. ah non ci sono dubbi, o ti piace o lo schifi. a me piacque, e sì che dopo aver letto di tutto e di più ero ormai prevenuto

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    1. Ti ho letto.Ma quello che hai notato tu io non l'ho proprio visto.Forse stavo dormendo...:)

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  5. il peggior film di Cronenberg, Pattinson pietoso come sempre

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    1. Tra quelli che ho visto io sicuramente. Pattinson e',come ho detto, funzionale al film...

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  6. Sottoscrivo ogni parola. Film terribile!

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  7. Non mi ha proprio presa, già dalla scelta di Pattinson sapevo che sarebbe stato un film orribile, ma volevo dargli comunque una chance, non l'avessi mai fatto!

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  8. a me non è dispiaciuto.
    il problema di fondo per me è il romanzo da cui è tratto, che ti assicuro che è ancora più inconcludente.
    e comunque, rispetto ad a dangerous method, quello sì davvero pessimo, è un capolavoro

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    1. Addirittura piu' inconcludente del film?Allora lascio sicuramente perdere. A dangerous method mi e' passata la voglia di vederlo

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  9. più che una recensione questa è musica per le mie orecchie!

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  10. il problema è che Cronenberg ha fatto un sacco di capolavori e questo è un po' diverso, ecco.

    l'ultima mezz'ora con Giamatti mi è piaciuta molto:)

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    1. Decisamente diverso..(due scatole). Durante l'ultima mezz'ora mi son persa...

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  11. Non mi ha entusiasmato, ma non mi è nemmeno dispiaciuto. Innegabile la lentezza e la pesantezza dello svolgimento, che temo abbiano abbiano l'effetto principale di non far cogliere allo spettatore il senso della storia. Il che è un peccato, perché di roba su cui riflettere e ragionare ce ne sarebbe parecchia.

    A ben vedere, il tema della violenza domina anche in questo film di Cronenberg. Giusto per riferirsi agli ultimi titoli, in A history of violence si valutava la difficoltà di abbandonarne l'abitudine, al punto che diventa quasi genetica, La promessa dell'assassino (il migliore del lotto, secondo me), è simile, ma più interessato allo studio di una particolare manifestazione malavitosa. In A dangerous method si osserva come anche la nascita della psicoterapia sia permeata da una violenza che sta quasi tutta nell'uso del linguaggio dei protagonisti. Qui la violenza è (in buona parte) virtualizzata, delegata al mercato, ma resta comunque parte della natura umana.

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    1. Analisi perfetta e sicuramente azzeccata degli ultimi film di Cronenberg.Per quanto riguarda "Cosmopolis" forse hai ragione. La pesantezza e la lentezza lo han reso un film insopportabile impedendo qualsiasi forma di riflessione

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  12. ah ok non sono l'unica allora =D

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