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PADAK




Regia: Dae-hee Lee

Trama: Padak, sgombro un tempo libero, viene catturato e portato nell'acquario di un ristorante. Lui ed i compagni rischiano ogni giorno di essere trasformati in sushi. Padak tenta in ogni modo di fuggire, scontrandosi con i compagni di acquario, remissivi in quanto nati in cattività ed abituati ad obbedire a Flathfish, il pesce più vecchio di tutti, l'unico altro nato libero.

A Bologna, nel mese di aprile, c'è il Future Film Festival. Per una sequela di inutili motivi che non sto ad elencare, tra cui la mia ritrosia ad andare al cinema da sola, non ero mai riuscita a seguirlo. Quest'anno ce l'ho fatta....oddio...a seguirlo proprio no, diciamo a farci una salto, "per vedere di nascosto l'effetto che fa".
Delle anteprime più cool  tipo il remake de "La casa" neanche a parlarne, abitiamo in campagna e condannare i nonni al babysitteraggio notturno infrasettimanale mi pareva francamente troppo, quindi mi sono dovuta accontentare di una proiezione mattutina.

Con te ci rivediamo quando esci...
E torniamo pertanto, proprio a "Padak".
"Padak" non ha assolutamente nulla del cartone animato per bambini, anzi. 
Direi che ci si trova di fronte ad un vero e proprio horror a disegni animati.
In "Padak" non ce nulla di consolatorio o divertente, i pesci che nuotano in quell'acquario sanno già di essere condannati, il solo modo per ritardare il momento in cui verranno affettati e serviti come sushi è quello di mettersi a pancia in su e fingersi "morti" così il cliente non li sceglierà, in quanto non freschi. Ma è solo un ritardare l'inevitabile.
I pesci dell'acquario sono poi sottomessi tutti alla vecchia sogliola Flathfish, vero e proprio dittatore, che assistito da una tremenda anguilla, inventa inutili indovinelli con atroci punizioni. Padak romperà gli equilibri, ma la tragedia è ovviamente in agguato.

Insomma, scordiamoci "Nemo" e le sue atmosfere allegre. "Padak è un film drammatico ed inquietante, realizzato in maniera scarna ed abbastanza cruenta, la preparazione del sushi è filmata come si trattasse di veri e propri assassini a sangue freddo.
Oggettivamente ben fatto, l'animazione è buona, "Padak" è un film di forte impatto soggettivo. Piacerà a chi ha forse una mentalità cinematografica un pochettino più aperta e razionale. Per me, che ho una concezione molto disneyana del cinema d'animazione, tanta crudeltà a tanto dolore visto a cartoni animati è stato quasi uno shock.

In occasione della rassegna sono poi state allestite due esposizioni. "Universal Classic Monster" in Piazza Maggiore e "Mostri in vetrina" in Corte Isolani di cui lascio qualche foto. Così, giusto per far vedere quanto siam bravi anche noi provincialotti quando ci impegniamo....







Commenti

  1. non ho troppa confidenza coi cartoni coreani ma conoscendo il loro modo di fare cinema, soprattutto nel campo del thriller, non mi stupisce affatto quello che dici...

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    1. ti confesso che mi ha lasciata parecchio angosciata giuro!preferisco i cartoni animati piu' "normali".

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  2. Che belle queste iniziative! Nella mia città non fanno mai niente del genere...=(

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    1. bel festival davvero e quest'anno prevedeva anche un programma molto intrigante. peccato non averlo potuto seguire meglio. confido nel prossimo anno

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  3. Voi "provincialotti" siete diventati molto più bravi e fantasiosi degli "scorticarane" che organizzano festival e rassegne qui nella Capitale, fidati!

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    1. Ma grazie per il complimento!Il Future pare una cosa davvero molto interessante per gli appassionati, spero il prossimo anno, come ho detto, di riuscire a seguirlo meglio!

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    2. Sta a vedere che mi toccherà andare in trasferta per godervi un festival di cinema come si deve!

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    3. ti aspettiam l'anno prossimo!

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