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IT - CAPITOLO PRIMO

A parlare di Stephen King, lo sò, si rischia sempre parecchio, specialmente ora che, finalmente, è approdato anche da noi il primo adattamento cinematografico (no, quello di Muschietti non è un remake...) di un’opera complessa e monumentale come “It”.
Avevo riletto il libro questa estate in previsione del film poiché, un po’ come i Perdenti, anche io non ricordavo; sono uscita dalla rilettura sfinita e con un senso di malinconia terribile. Ho preferito, pertanto, non riguardare la miniserie del 1990, bruttina si, ma capace, grazie a un Tim Curry davvero informissima, di rimanere nei ricordi di una intera generazione, terrorizzandola. Così ho guardato “It” con gli occhi dell’adulto, quelli stessi adulti che a Derry quasi non esistono, oppure sono figure malsane e violente. E, un po’ sorprendentemente ammetto, l’ho letteralmente adorato. Muschietti, al suo secondo film, si confronta con un mito e il risultato è più che ottimo. Il gruppo  dei Perdenti, su cui spicca una splendida Sophi…
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SUBURRA - LA SERIE

Lo so, è la settimana di "It" e l'intero popolo cinematografaro è in fibrillazione (io dovrei andare sabato); ma ritornare da queste parti con una bomba del genere, soprattutto dopo che la polvere si accumula sulle bozze peggio di quela sulle mensole di casa, pareva brutto. Un passetto per gradi grazie a Santo Netflix, fonte di grande gioia e dolore, quindi lo facciamo dai.
“Suburra” è la prima produzione italiana realizzata da Netflix, prequel dell’omonimo film di Sollima.
Film che,va detto, non ho amato particolarmente.
Nonostante un bravissimo Claudio Amendola e l’innegabile qualità tecnica, la pellicola di Sollima ahimè sapeva irrimediabilmente di “già visto”; sarà che la realtà ormai è capace di superare la fantasia più perversa ma a me, il connubio “puttane-maneggioni-politici-mafiosi”, oltretutto in versione ultra patinata, dopo una mezz’oretta scarsa aveva già stufato.
Ma veniamo alla serie.
Fin dai tempi de “La Piovra” e del commissario Cattani (i giovanotti ch…

MARINO PERANI

Ciao grandissimo...















DUNKIRK

Regia: Christopher Nolan

Aria, terra, acqua, tanta, tantissima acqua...
Christopher Nolan, da queste parti amatissimo, lascia la fantascienza ed entra, letteralmente, nella storia.
Aria, terra, acqua e rumore...quello delle bombe, e l'incessante ticchettio a scandire una corsa contro il tenpo per riportare più uomini possibile a casa.
Parlando di "Dunkirk" si ê gridato al capolavoro fin dalla prima londinese, e alle volte le grandi aspettative, al cinema, danno vita a grandi delusioni.
Non in questo caso.
Sono tra quelli che hanno avuto, grazie Cineteca di Bologna, il privilegio di vederlo in 70 mm, nonché in lingua originale...uno spettacolo superbo.
Nolan prende letteralmente lo spettatore e lo trascina su quella spiaggia, dentro a un'aereo e, soprattutto nell'acqua. La musica di Hans Zimmer è un metronomo capace di attanagliarti la gola.
Tecnicamente impeccabile, la direzione di un set di tale portata deve essere stato un lavoro immane, emotivamente fortissimo…

OVERDRIVE

Andrew e Garrett sono due fratelli specializzati nel furto di auto d'epoca; l'ultimo colpo però é ai danni del boss Jacomo Morier che, ovviamente, non la prende molto bene. L'unico modo per non finire ammazzati è rubare per conto di Morier la splendida Ferrari250GT del 1962 della collezione di Max Klemp criminale tedesco insediatosi in Costa Azzurra ed acerrimo nemico di Morier.
Arrivati in Costa Azzurra per i due fratelli sarà tempo di vendere cara la pelle..

Automobili di lusso, paesaggi favolosi, belle donne (ma pure i maschietti non scherzano)..il raggaetton no, fa tamarro, qui siamo in Costa Azzurra...hip hop franco-modaiolo che fa tanto chich.
E' inutile atteggiarsi a critici tromboni, la formula funziona sempre quindi se "Fast and Furious" è arrivato in gran spolvero all'ottavo capitolo (no, non l'ho recensito ma si, mi è piaciuto), perché non tentare con un probabil primo capitolo di una nuova saga? Così ne approfittiamo magari per lanciare anc…

DEATH NOTE

Approfittando degli ultimi, quieti e (speriamo ancora per poco) caldissimi giorni di fine estate, ho visto anche io su Netflix "Death Note" film di cui si è parlato parecchio in questi giorni.
Light (la madre era un po' hippie) entra in possesso di un misterioso "quaderno della morte"che gli conferisce un immenso potere; gli basterà scrivere il nome di una persona sulle pagine del quaderno e questa morirà.All'inizio Light e Mia, la sua ragazza, lo useranno per uccidere criminali di ogni risma, ma la situazione sfuggirà presto loro di mano.
Ho visto il film senza aver prima letto l'anime da cui è stato tratto, anzi non sapevo neppure esistesse.
Di Wingard mi erano piaciuti "You're next" e "The Guest" decisamente meno l'orrido, nonché inutile, "Blair Witch".
Questo "Death Note" mi è parso una discreta idea buttata nel cesso dopo pochi minuti.
La voglia di indirizzare il tutto ad un target adolescenziale, e l…

A STAR IS BORN

Ed anche per questo 2017 le vacanze sono finite. Come accade ormai da un bel pò di annetti, è stata la bella Nizza ad ospitarci. E tra profumi e colori meravigliosi, alcuni li ho portati anche a casa, c'è stato anche un'incontro un po' speciale. Lei si chiama Alice Hills, è uno scricciolo di 24 anni e pare uscita da "Once". 24 anni, nata e cresciuta a Berlino, sul suo profilo Instagram (@alicehillsberlin) sì definisce "bunker e stage performer" ed è probabilmente una delle voci più pazzesche ascoltate in giro negli ultimi anni. Vi consiglio di ascoltare il suo EP "Up", l'emozionante "Tracing" gira in loop su Spotify da quando l'abbiamo vista suonare per la prima volta a Place Massena. Vi lascio intanto un suo video, come regalo.
E se la incrociate in giro da qualche parte, dalle vostre parti o in qualche piazza in giro per l'Europa fermatevi ad ascoltare questa farina venuta dalla rigida Germania. Ne vale davvero la pena…